giovedì, 12 novembre 2009
...che ovviamente ve lo volevo segnalare, solo che a quest'ora non ho estro di scrivere... Perciò faccio prima, lo scopiazzo direttamente dal suo blog:
"
Postato alle 17:42 del mercoledì, 11 novembre 2009
Bismillahi ar-Rahmani ar-Rahim

As-salam alaykoum, allora io vado, neh?
Come "dove?"
Ma su RAI 1, venerdì 13 nov alle 16 e 15 in diretta, inch'Allah.
E siccome io e "mamma Rai" semo compari, son riuscita a farmi dire l'ora esatta del collegamento: all'incirca dalle 18 alle 18 e 40...ok?
Tema della puntata: la storia di donne sposate con uomini musulmani che, vivendo la loro vita all'insegna dell'Islam e degli insegnamenti del beneamato profeta Mohammed ss, sono felici ed amate dai loro consorti, in barba a chi crede che siamo "tutte" mazziate ed obbligate a fare delle scelte!
Certamente ci sono anche quei casi lì, poverine, ma sono casi di pessima cultura dove di islamico non c'è nulla...diciamo una sorta di quello che accade tra le mura domestiche anche qui in Italia!
Vi chiedo solo tanti du'a, inch'Allah.
Io allora vado, neh?
Come "dove"?
Ma a stirà, a lavà, a spazzà....n'ata vota...........bimbi!! Tutti in fila che giochiamo a nascondino: chi sparisce fino a venerdì pomeriggio, vince una ripresa!
***Amina*** "
Allah swt sia con te, sorella.Rendi palese la bellezza della nostra testimonianza.
giovedì, 12 novembre 2009
Ascolta la “lezione” del professor Franco Cardini, intervistato da Nicola Stella nel corso delle “Due ore del Secolo” di Radio 19: «Prima di parlare bisognerebbe leggere e riflettere». Interessante e colto parere di un non musulmano.
mercoledì, 11 novembre 2009
AsSalamu Alikom (la pace sia su di voi)
Abbiamo il piacere di dedicare la lezione di Giovedì prossimo, il 12 Novembre per il nostro amato, il Profeta Muhammad, pace e benedizione su di lui, che sarà titolata:
"Il nostro dovere verso il nostro Profeta"
Tratterà il tema l'Imam Abdullah di Milano, e invitiamo tutti a partecipare e contribuire in questa lezione per amore del Profeta Muhammad, il nostro esempio di vita inviato come misericordia per tutta l'umanità.
http://muhammad.huda.it/
Cosa viene detto sul Profeta Muhammad, pace e benedizione su di lui:
http://muhammad.huda.it/profeta.html
www.huda.it
(Inoltra per amore del tuo Profeta)

giovedì, 05 novembre 2009
Tratto da "La via del musulmano", dello shaikh Abu Bakr Djabar Al Jazairi.
"Il musulmano è naturalmente pudico e decente. Il pudore è uan sua qualità intrinseca e fa parte della fede, che è alla base del suo comportamento. Disse il Profeta (pbsl):
"La fede ha più di 70 rami (o disse: più di 60), il migliore di questi rami è proclamare che non c'è altro dio che Allah e l' ultimo è liberare una strada da qualcosa che l'ingombra. Il pudore è uno dei rami della fede."
Il pudore fa parte della fede perchè entrambi invitano a fare il bene e condannano il male. La fede impegna il credente alla devozione e a sfuggire i peccati. Il pudore, alla stessa maniera, impedisca all'uomo di essere ingrato nei confronti di chi gli fa del bene o di disconoscere il diritto degli altri. L'uomo pudico non dice e non fa quello che può ferire, nel timore di attirarsi critiche o rimproveri.
E' per questo che il pudore è un bene in sè ed è una fonte di bene. Disse il profeta:
"Il pudore genera solo il bene" (Bukhari e Muslim)
In un'altra versione riportata da Muslim disse:
"Il pudore è buono in assoluto"
Suo contrario è l'oscenità, i gesti e le frasi oltraggiose e aspre. Il musulmano non è svergognato nè brutale; lo testimoniano le parole dell'Inviato di Dio (pbsl) che disse:
"Il pudore fa parte della fede, essa è in Paradiso. L'impudenza è segno di acrimonia, essa è all'Inferno." (Ahmed)
Comportandosi pudicamente il musulmano imita l'esempio del Profeta (pbsl), il migliore degli uomini in tutti i temp. In effetti era più pudico che una vergine nella sua stanza riservata. L'imam Bukhari riporta questo hadith riferito da Abu Said:
"Quando il Profeta vedeva qualcosa che gli dispiaceva, si poteva leggere la disapprovazione sul suo viso."
Incoraggiando la cura di questa caratteristica e sviluppandola nella società, il musulmano non fa altro che invitare al bene e mostrarne la via; il pudore, come abbiamo visto, fa parte della fede che da parte sua è la somma delle virtù e la fonte di tutte le buone qualità. In un hadith universalmente riconosciuto leggiamo che un giorno, passando per una strada, il Profeta (pbsl) vide un uomo che rimproverava suo fratello per il suo pudore (eccessivo).
"Smetti di rimproverarlo," gli disse, "il pudore è fede!"
In questo caso, l'intervento del Profeta (pbsl) è un invito a lasciare che questo carattere si sviluppi nellanimo del musulmano senza contrariarlo, anche se questo dovesse comportare la perdita di qualche diritto materiale. Per il musulmano, infatti, è meglio perder qualche cosa piuttosto che perdere il pudore che rappresenta una parte della sua fede, un segno della sua umanità e una fonte di bene.
Che Dio abbia misericordia di una donna che, avendo perduto il suo bambino, andò, con il viso velato, a cercarlo presso un gruppo di uomini.
"Guardate questa donna" disse uno di loro "va a cercare il suo bambino con il viso velato!" La donna sentì e gli rispose: "Uomo! Preferirei perdere mio figlio piuttosto che il pudore!"
Ma il pudore non impedisce al musulmano di dire la verità, di istruirsi e di esortare al bene e condannare il male. Ussama ibn Zaid, diletto del Profeta (pbsl) come lo era stato suo padre prima di lui, intervenne presso l'Inviato di Allah (pbsl) in favore di una ladra. Il pudore non impedì al Profeta (pbsl) di rispondergli severamente:
"Come puoi intercedere contro una legge divina? Ti giuro in Nome di Dio che se mia figlia Fatima rubasse, le farei tagliare la mano!"
Il pudore non impedì a Umm Sulain, una donna ansar, di chiedere al Profeta:
"Messaggero di Dio! Allah non arroscisce davanti alla verità: la donna deve lavarsi se sogna un rapporto intimo con suo marito?" e il pudore non impedì al Profeta (pbsl) di risponderle:
"Sì! Se si accorge di aver versato la sua acqua."
Un giorno Omar ibn Al Khattab durante la khutba criticava l'eccessivo rincaro dei doni nuziali. Una donna gli rispose: Omar! Dio ce la concede e tu ce la vuoi togliere! Non ha forse detto nel Suo Libro: "Se avete dato ad una delle vostre mogli mille pezzi d'oro (Corano 4:20)"
Il pudore non inibì la donna dal difendere i diritti delle sue consorelle, nè Omar dallo scusarsi ed esclamare "Tutti sono più sapienti di te, Omar!"
Un'altra volta Omar dall'alto del pulpito esortava i presenti e diceva: "O gente! Ascoltate quello ceh vi si dice e obbedite!" Quand'ecco che un uomo si alzò e grido: "Nè ascoltiamo nè obbediamo! Tu indossi due vesti mentre noi ne abbiamo una sola*." Omar disse ad alta voce: "Dov'è mio figlio AbdAllah?" "Sono qui, padre", rispose il giovane. "Ti chiedo, in Nome di Dio" gli disse "non è vero che una di queste vesti è tua e me l'hai regalata?" "Giuro che è così padre!" Rispose AbdAllah. "Allora siamo tutt'orecchi e obbediamo"
Come si vede, il pudore non impedì all'uomo di dire quello che pensava nè a Omar di spiegarsi.
Il musulmano arroscisce nel denunciare gli errori degli altri e non trascura nessun dovere nei loro confronti. Non disconosce il bene ricevuto e nn causa il male a nessuno. Arroscisce di fronte a DIo se la sua adorazione non è abbastanza intensa, o se trascura di ringraziare per tutti i Suoi doni Allah, che lo governa con la Sua potenza e che conosce tutto quello che fa. Ricorda le parole di Ibn Mas'ud che disse: "Rispettate Dio nella maniera opportuna: badate a non mancarGli di rispetto con uno degli organi della testa o con il ventre e quello che contiene. Abbiate sempre presente allo spirito la morte e la decomposizione del corpo."
Abu Huraira riferisce questo hadith del Messaggero di Allah (pbsl):
"Dio è il più degno di rispetto**"
*: Un bottino di guerra pervenuto dall'Iraq comprendeva tra l'altro alcune pezze di stoffa. Omar le distribuì agli abitanti di Medina. Ognuno ne ebbe una piccola quantità, insufficiente per confezionare una veste. Anche la pezza che toccòa Omar non era sufficiente per farne una bito. Allora chiese al figlio Abd Allah di concedergli la sua per poterle cucire insieme. L'uomo ignorando quello che era successo accusò l'emiro di ingiustizia e si rivoltò contro di lui.
**: Ecco l'hadith completo. "Inviato di Allah" disse Abu Huraira "parlaci della nudità. Quali sono le norme che dobbiamo rispettare a questo riguardo?" "Bada a non mostrare la tua nudità a nessun altro che alla tua sposa" rispose. "Ma se siamo in promiscuità cosa dobbiamo fare?" chiese Abu Huraira. "Fai quello che puoi perchè nessuno la veda!" "E se si è soli?" chiese ancora il sahaba. "Dio è degno di rispetto più che chiunque altro.""
domenica, 25 ottobre 2009
Presi come siamo stati a guardarci l’ombellico, specie in Italia e specie in questi ultimi tempi, il rischio è quello di farci sfuggire dei dati riguardanti alcune tendenze globali che pure sono estremamente importanti per comprendere il mondo in cui viviamo. Uno di questi dati è rappresentato dal rapporto Mapping the Global Muslim Population, pubblicato dal centro di ricerca americano, The Pew Research Center, e avente per oggetto la diffusione dell’Islam a livello mondiale. I dati contenuti nel rapporto sono in effetti estremamente interessanti.
Si apprende quindi che quasi una persona su quattro nel mondo (“Un rapporto più alto di quanto mi aspettassi”, ha detto Brian Grim, uno dei ricercatori dell’istituto ) è musulmana, per l’esattezza il 23%, per un totale di 1,57 miliardi, e l’area in cui gli islamici sono più numerosi – più del 60 per cento – è l’Asia. In Europa quattro musulmani su dieci vivono in Russia che, con 16 milioni, supera Giordania e Libia messi insieme.
Secondo la ricerca, la popolazione musulmana si concentra soprattutto nell’area dell’Asia e del Pacifico, la quale conta il 61,9% del totale contro il 20,1% che popola il Medio Oriente e il Nord Africa. È da sfatare, quindi, l’idea che i musulmani debbano necessariamente essere arabi. “Tutta questa storia, che i musulmani sono arabi e che gli arabi sono musulmani, viene davvero cancellata da questo rapporto”, come sottolinea Amaney Jamal, professore all’Università di Princeton.
Per quanto riguarda la classifica dei singoli Paesi che contano più fedeli all’Islam, al primo posto è l’Indonesia (quasi 203 milioni), seguita da Pakistan (174), India (160), Bangladesh (145), Egitto (78), Nigeria (78), Iran (73) e Turchia (73).
Per quanto riguarda l’Italia, definita uno degli Stati con “la più piccola popolazione di musulmani in Europa, con meno dell’1% di abitanti musulmani”, i ricercatori americani ammettono che ci sono dati contrastanti e che il numero di abitanti di fede islamica oscilla fra i 30mila e 1,5 milioni.
La cifra, comunque, è inferiore ad altri Stati europei come Francia, con tre milioni e mezzo di musulmani, o Germania, che ospita tanti islamici quanti Nord e Sud America insieme, 4 milioni. L’Europa, i cui dati sono in continuo cambiamento a causa dell’arrivo di nuovi immigrati, ospita in totale solo il 2,4 per cento della popolazione mondiale di fede islamica.
Fonte: Spiritual seeds
muslima alle 19:45 in:
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