lunedì, 04 agosto 2008

Islam, musulmani e italiani.

Salam alaykum, fratelli e sorelle. Io un salto sull' haramlik ce lo farei, si parla di roba nostra, prettamente nostra...

muslima alle 14:08 in: attualità, dialogo interreligioso, islam e vita
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Commenti
#1   04 Agosto 2008 - 23:07
 
Assalamu aleikum. Ho letto il blog Haramlik di Lia, che conosco da tempo. Il post parla proprio di noi, e saremmo noi i pazzi?
mha..........
Mamdouh
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#2   05 Agosto 2008 - 07:57
 
as salamualeikum fratello, stessa domanda chemi sono posta io!!!
Roba da....pazzi, per l'appunto!!
salam
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#3   05 Agosto 2008 - 09:22
 
:) alhamdulillah che ance voi vi siete meravigliati... io non ce la faccio a commentare lo scritto si una che non sa di che cosa parla.
ayah
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#4   05 Agosto 2008 - 11:10
 
Scusate, ma sinceramente io non riesco a darle torto proprio per niente, perchè per quello che ho visto e per quello che ho vissuto mi è davvero parso che la comunità islamica sia una specie di rifugio per alcune forme pronunciate di psicosi.
Ovviamente non è che tutti i convertiti siano così - e ci mancherebbe! - ma il fatto è: com'è possibile che a costoro la comunità islamica abbia dato ampissimo spazio?
Lia non è una che giudica dall'esterno, ma una che ha sbattuto i denti contro dei fatti, per quanto in fondo abbia avuto a che fare con uno dei migliori di noi (il che la dice lunga).
Lia non è una Suad Sbai che si mette a inventare e a strumentalizzare gli eventi per il proprio tornaconto personale e politico, ma è una come noi, che l'islam l'ha vissuto in profondità, l'ha sentito dentro, l'ha fatto proprio...
E ciò che dice, purtroppo, ha senso.
Ovviamente è un assurdo poi trasferirsi dalla parte opposta, dalla parte della condanna assoluta, ma se noi ci si pone, fingendo, dalla parte del bene assoluto e della comunità affiatata e perfetta non si arriva da nessuna parte, no?
Io la sento molto vicina, pur non essendo d'accordo su tutto.
khadi sloggata
utente anonimo

#5   05 Agosto 2008 - 15:00
 
Salam alaykum, si, simm pazzi!! Hehehe!

Cara khadi, sinceramente io mi sono infastidita dei giudizi di questa Julia più che di quelli di Lia. Perchè quest' ultima è condizionata da esperienze personali che lei considera negative, quindi in un certo senso non la giustifico ma la comprendo. Invece non mi pare corretto né verosimile che una atea spagnola che non conosce i musulmani italiani spari a zero su di noi. Non è proprio una condizione dalla quale poter emettere giudizi.

Comunque, come al solito il problema sta a valle. Non è, secondo me, che la ummah dà spazio agli svitati, sono gli svitati che in un certo senso se lo prendono. Un esempio, magari una persona in moschea si comporta in modo eccellente, ed a casa sua invece è una schifezza (ne conosco alcuni, non proprio schifezze ma nemmeno da prendere come esempi). Come può la ummah giudicare una persona che non conosce da tutte le angolazioni? Per forza di cose se qualcuno di noi vede un fratello o una sorella pregare, invocare Dio, studiare assiduamente il Corano ed usare educazione verso i fratelli lo/la si giudica positivamente, perchè lo si conosce appunto solo superficialmente, e non è in grado di correggere i suoi difetti e le sue mancanze, o addirittura di allontanarlo dalla comunità, proprio perchè non sa in realtà chi ha davanti.

Comunque non bisogna porsi né da una parte né dall' altra, la verità come sempre sta in mezzo, e sta nel guardare per primi noi stessi, come sempre, cercando di guarire le nostre piaghe e di eliminare i nostri difetti. Bisogna migliorare noi singoli per far sì che la ummah migliori, ma penso che questo in fondo lo sappia anche tu. E' difficile, ma sono convinta che è l' unica via.

Salam alaykum.
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#6   05 Agosto 2008 - 16:20
 
Mah: non capisco per cosa dovrei essere "giustificata", Muslima: io esprimo le mie opinioni che, come tutte le opinioni del mondo, sono anche frutto dell'esperienza diretta. Tutto qui.

Quanto a Julia: sarà anche un'atea spagnola, ma è un'atea spagnola che vive e lavora - per scelta, e con passione e amore - tra i musulmani da buona parte della sua vita, visto che è in Egitto da quando aveva 23 anni e ora ne ha 30.
E i convertiti italiani li conosce meglio di quanto pensi: il Cairo è piccolo, a modo suo, e di convertiti italiani passati di qui, negli ultimi anni, ce n'è un sacco. E' assolutamente comune, qui, ritrovarsi a condividere feste, lavoro e vicende con persone che poi tornano in Italia e si professionalizzano nell'islam. Potrebbe farti parecchi nomi, credimi.
Inoltre conosce me: ed io ho collezionato, col tempo, un ampio repertorio di racconti sulle stranezze dello spaghetti-islam. Sono in grado - purtroppo - di passare serate vedendoli finire sotto al tavolo dal ridere, gli egiziani, quando sono in vena di raccontarle.

Comunque mi piacerebbe che cercaste di capirlo, il suo discorso. Tra l'altro, è la persona che sta cercando di farmi ritrovare tutte le cose buone dell'islam che l'Italia mi ha fatto dimenticare. Vorrei tanto che ci riuscisse, lo confesso.

utente anonimo

#7   05 Agosto 2008 - 23:28
 
Ciao n.6, Lia immagino. Quando uso la parola "giustificare" lo faccio per far capire che, pur comprendendo il tuo stato d' animo, immagino (magari sbaglio) in gran parte dovuto alle tue esperienze personali, nonchè alla situazione recente attraverso la quale sei passata (ho letto del tuo matrimonio e di tutto ciò che ne è susseguito), non riesco appunto a giustificare il fatto che traspare generalizzazione dalle tue parole. So che sei una persona che conosce bene il mondo arabo-musulmano, che spesso lo capisce anche più di molti altri cosiddetti "esperti", ed è proprio per questo che sinceramente mi spiace quando leggo frasi del tipo "Ciò che succedeva, scoprii, non era islam: era nevrosi. E la gente che vedevo non aveva bisogno di un Libro. Aveva bisogno di un analista, e di corsa. Ma, al di là di questo, io non potevo non vedere che cento, mille, un milione di pazzi formano una comunità, e che questa comunità può benissimo chiamarsi Islam, essere Islam, e che l’Islam stesso, come qualunque fede o ideologia, forse non era altro che un potente sistema di controllo della gente basato sulla strumentalizzazione delle sue debolezze." Per carità, tu hai visto ciò, ma in quello che leggo non mi ci ritrovo. Perlomeno non completamente. E' vero, soprattutto agli inizi del cammino nell' Islam certe cose non le comprendi bene, di conseguenza puoi anche commettere errori in buona fede o interpretare magari troppo rigidamente alcuni precetti, ma lo si fa perchè ci si crede, caspita, con tutte le scarpe. Quel che traspare dal tuo blog, soprattutto con il carico da 90 di Julia, è che noi italiani musulmani siamo tutti fuori di melone, e, se permetti, essendo parte della ummah italiana, un pochino mi infastidisce la cosa. Ciò che traspare non è proprio lusinghiero, almeno da come la vedo io.

Julia? Mi sembra che lo abbia scritto lei che non ha avuto occasione di frequentare musulmani italiani. Scrive :"Se conosco qualcosa dello “spaghetti-islam” è tramite Lia. " Poi anche nel suo caso, permetti, frasi come questa non è che mi esaltino: "Quelli che uno di loro è più musulmano di dieci convertiti messi insieme, e però vive sereno e non annega nelle regole e nelle follie di cui mi parli tu. Perché poi, scusa, ma come ti aspetti che un convertito sia equilibrato? E perché sono pazzi, mi chiedi? Ma perché fanno scelte nevrotiche, perché non è necessario convertirsi. Non serve, non ce n’è bisogno. "

Per carità, esistono pure i musulmani italiani nevrotici, mica no, però dai, c' è anche gente normale fra noi. Non è detto che io sia una tra questi :D ma esistono, credimi! Poi che c' è di male nel sentire dentro al proprio cuore che per amore di Dio si ha voglia di seguire una regola? Di non mettere lo smalto? Di non bere? Un conto è se pesasse farlo, ma quando uno/una lo fa volentieri, con fede, serenità e coscienza, perchè deriderlo per questo?

Comunque ciao e grazie del passaggio. Aisha.
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#8   06 Agosto 2008 - 00:20
 
Sì, sono Lia.

Non avevo capito che Muslima e Aisha fossero la stessa persona e, a questo punto, mi sorge la curiosità: non sarai mica l'Aisha che ha avuto un bimbo un paio di anni fa, che abita in Alta Italia e di cui ho sentito molto parlare..? ;)

Comunque: tutto sta a chiarirsi, quando si parla di "esperienze personali". Se ciò che ipotizzi è che io parli in preda al "mal di cuore", che è l'argomento facile - e un po' volgare - con cui si tende a mettere sotto al tappeto ciò che dico, in certi ambienti, ti sbagli: chi mi conosce lo sa, che certe cose hanno iniziato ad angosciarmi ben prima del divorzio che citi, e anche molto. Del resto, lo dice anche il mio blog: basta guardare le date in cui ho iniziato a parlarne, che sono precedenti ad esso. Considera anche che ho sempre avuto la zavorra di una certa discrezione dovuta, nell'affrontare il discorso sul mio blog, con tutti i problemi del caso. Forse, avessi scelto di essere più esplicita, sarei risultata anche più chiara.

Io mi sono limitata ad osservare, da subito, che quello che molti di voi chiamano islam è roba che non corrisponde a nulla di ciò che ho amato dell'islam conosciuto in Medio Oriente.

Dalle cavolate (i jinn nei tubi della cucina, le superstizioni da fattucchiera, gli imbecilli nati e cresciuti, metti, a Roma, che se gli dici che scambieresti due chiacchiere con loro credono che tu, siccome sei donna, li stia circuendo, le formule islamiche per trovare parcheggio e via dicendo) fino alle cose serie: le figlie femmine che "nascono dai rapporti sessuali insoddisfacenti", ché quelli soddisfacenti genererebbero maschi. La moschea di Centocelle che dedica una riunione di ore al chiedersi se le donne devono camminare tre passi dietro all'uomo o no. Le minorenni date in spose ai cugini col doppio dei loro anni contro il parere del giudice tutelare. Il disprezzo per i cristiani, negato in pubblico e praticato in privato. Le donne che non si siedono a tavola quando ci sono ospiti, come nelle campagne egiziane, tra gli analfabeti. Le circoncisioni da incubo di italianissimi figli maschi portati, bambini, nelle macellerie marocchine anziché dal medico dell'ASL, come se l'esotismo da paccotiglia fosse "islam autentico". Le minorenni comprate nelle campagne arabe o nei campi profughi giordani e portate in Italia con la data di nascita falsificata a fare da prima o seconda moglie o chissà cosa. Il ricatto alle mogli sul velo e le pressioni - se non torture morali autentiche - perché lo rimetta se lo ha tolto. Il bacio dei piedi, le regole inventate a proprio uso e consumo, i trip perversi di decine e decine di italiani che, davvero, confondono l'islam con pulsioni sadomaso che basta Freud a spiegare. Devo continuare?
Non l'ho mai fatto. Di dettagli, riferimenti precisi e storie così non ne avete mai lette, sul mio blog. Perché non le ho volute scrivere. Ma questo non vuol dire che non le conosca, o che sia possibile prendermi per il naso con le frasette per tutte le occasioni che, da voi, è consueto usare verso l'esterno.
Tu sai benissimo, Aisha, che l'esempio dello smalto non riguarda coloro che non se lo vogliono mettere, come dici tu: riguarda lo stigma, il giudizio di "miscredenza" che date a chi, invece, se lo mette. E si sente ugualmente musulmana, guarda un po'.

Conosco personalmente arabi di seconda generazione che vivono in Italia e che, con l'islam italiano, hanno consapevolmente scelto di non averci a che fare. Gente che si fa il Ramadan in solitudine e altrettanto in solitudine si vive l'Islam, pur di non avere a che fare con queste cose.
Chiedetevi come mai, e dove diamine state andando.

A me brucia questo, addolora questo. Me ne strafrego, delle storielle sentimentali. Mi interessa avere visto che, di tutto ciò che è l'islam, l'aria che tira in Italia sembra avere selezionato il peggio e avere dato le spalle al meglio: all'equilibrio, alla logicità, all'esercizio della propria completezza umana, alla profondissima tolleranza di cui l'islam è capace.
Io, in Italia, ho visto quali sono i processi mentali che generano il peggio dell'islam. Permettimi che, visto il mio impegno decennale sull'argomento, la cosa non mi abbia lasciato indifferente,

Comunque, davvero, non prendertela: l'islam non è roba tua o vostra. E' di tutti, anche mio. Assumere questa consapevolezza fino in fondo dovrebbe permetterti di ascoltare senza offenderti.

Lia

utente anonimo

#9   06 Agosto 2008 - 01:08
 
Assalamu aleikum, sono daccordo con te Muslima ed anche sul fatto che per migliorare la Ummah bisogna prima di tutto migliorare se stessi, inshallah.

Non mi è piaciuto affatto l'intervento di Julia, ed infatti descrivono i musulmani italiani in modo troppo generalizzato, io non sono così, non mi vedo così, ne tanto meno fratelli e sorelle italiane che conosco.

Non posso negare che ci sono nuovi convertiti da 1 anno o 3, 4 anni che credono di conoscere tutto dell'Islam e che pensano di essere in grado di insegnarlo agli altri, forse anche agli Imam -anzi, senza forse-. Fratelli rigidi nella religione, ma questo lo vedo come un passaggio che più o meno tutti noi abbiamo fatto -me compreso, credo-.

Col tempo si diventa più equilibrati, inshallah, ma ci vogliono anni e anni di studio ed esperienze -molte negative-. Tante sono le testate prese contro il muro involontariamente. A forza di farsi male si impara.

Però da quì all'essere psicopatici o folli ce nè di strada.

Tutto scritto in modo esagerato, eccessivo. E poi, io a dire il vero non è ho visto tanti italiani musulmani in Egitto -veramente nemmeno uno-, e ci sono stato 6 volte, dipende anche dalla zona, sicuramente (Masr Jedida o Medina Nasr)giusto? però mi sembra tutto esagerato

ps. un saluto a Lia, ho sempre apprezzato le cose che ha scritto, ma forse ultimamente ha avuto un pò di delusioni, e chi non ne ha, le consiglierei di frequentare le sorelle di questo blog, anche solo via internet
Fratello Mamdouh
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#10   06 Agosto 2008 - 04:54
 
Islam-spaghetti al ragù: ricetta

[..] Non so se esistono altri modi di arrivarci, ma io all'islam ci sono arrivata per via induttiva. Mi guardavo attorno e vedevo che la vita funzionava in un certo modo, che seguiva certe leggi. Quando ho scoperto che il Corano raccontava proprio questo e [..]
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#11   06 Agosto 2008 - 11:14
 
As-salam alaykom...cioè no, voglio dire, ma Lia dov'e vissuta? Nell'Afghanistan con i talebani?

Oppure ha avuto a che fare con mentalità retrogade e da villaggi che nulla hanno a che fare con l'Islam.

E il punto qual'è: che noi viviamo con serenità la nostra fede?Che le scelte che abbiamo fatto,grazie a Dio, ci fanno addormentare con un sorriso stampato?..No, davvero, qual'è il punto?

Non mi stancherò mai di dirlo: NON GUARDATE I MUSULMANI, MA L'ISLAM!
Basta conoscere il Corano e la vita del Profeta Mohammed (saws) e non considerare le varie interpretazioni degli uomini ( che sbagliano, in quanto tali) come lettura corrente della fede...

Se io scoprissi qualche jinn nel mio tubo d'areazione...come minimo lo metterei in sub-affitto...(^_^)...

***AMINA***
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#12   06 Agosto 2008 - 11:18
 
@LIA... ciao Lia, non entro nel merito della tua storia personale, di cui qualcosa lessi nel tuo blog. Ovviamente non ti conosco. Il lungo commento di Julia, non l'ho gradito, è offensivo e rappresentativo di un islam-spaghetti, come lo chiama lei, troppo 'omologativo', l'erba nel fascio non mi piace.

Mio marito è egiziano, e inshallah mi piacere andare a vivere lì, Alessandria. (tanto per presentarmi nè)

Di tutto l'eleco che hai fatto nel tuo ultimo messaggio, ti parlo quindi della mia esperienza personale non mi riconosco in niente. Se avessimo avuto un fiiglio maschio lo avremmo fatto circoncidere in Egitto, mio marito mi ha sempre detto che è Sunna (penso tu sappia che cosa vuol dire) che a passeggio il marito tenga la moglie a braccetto. Io, le mie cognate, cugine acquisite ci sediamo a tavola con gli uomini, quando c'è la possibilità per consumare insieme il pasto. Quando cerco il parcheggio ho imparato a dire bismillah... e aluuura :) che c'è di strano scusa? Abbiamo una bimbA di due anni e mezzo ed una seocondA in arrivo, wallahi mio marito è l'uomo più felice del mondo. Leminorenni comprate non so dove... mio marito frequenta solo me. Per caso Aisha, Amina, Afnan... i vostri mariti sono poligami? Sul bacio dei piedi, no so che cosa dire e non so a cosa ti riferisci. Io il velo lo ho messo da sola... e mio marito neanche se lo aspettava che volessi mettere il velo. Ah e a proposito dei mussulmani che sparlano dietro ai cristiani... tutto da vedere e comprovare... sul pettegolezzo e le dicerie però tutto il mondo è paese.

Scusami Lia, ma io non mi riconosco per niente. Con ciò non posso certo negare che c'è gente che forse è nata o è cresciuta con la brocca di traverso e approfittano a seconda di una partita di calcio, di un bicchiere di troppo, di un'abbuffata, di un partito politico, di una religione o di una serata brava per dare sfogo alle loro nevrosi... ma mi spighi che cosa c'entra l'Islam, oppure i mussulmani italiani.

L'Islam è la religione di Allah, Lia.

Ayah
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#13   06 Agosto 2008 - 11:28
 
P.S. Lia, non so se hai letto il Corano. In ogni caso, basta leggerlo o rileggerlo per capire Allah l'Altissimo non fa un distinguo, tra i mussulamani di una terra o dell'altra. I mussulmani sono una nazione. E questa nazione dovrebbe essere unica ed unita, conformata alle leggi di Allah. AstaghfiruAllah... però credo che se il Corano fosse stato scritto secondo un senso logico, la premessa sarebbe: nella religione non vi è costrizione, la diritta via ben si distingue dall'errore. Secondo me questa è la frase che qualcunque mussulmano non dovrebbe mai dimenticare. Sia relativamente ai gesti e alle opere che hanno semplicemente un fine personale, e sia per quanto riguarda l'educazione dei figli. Per credere bisogna sapere, se una figlia o una moglie vengono qui e toglono l'hijab... evidentemente non sanno abbastanza, evidentemente non sono state educate ed hanno indossato il velo più per una questione culturale che per amore di Allah l'Altissimo.

Un caro saluto.
Ayah
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#14   06 Agosto 2008 - 11:30
 
@aminah ... a...mina inshallah nelle case dei bravi mussulmani ci sono solo i jinn buoni... basta fare un pò di du'a e recitare ayat akursy
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#15   06 Agosto 2008 - 11:43
 
Ciao Lia, no, non sono quell' Aisha, sono n' antra. Sai, noi musulmane italiane fra le mille pazzie abbiamo quella di chiamaci tute con lo stesso nome :DD
Scherzo, dai, comunque non sono io, davvero.

No, non ipotizzo che tu sia semplicemente in preda al mal di cuore. Però mi sembra di leggere fra le righe che il mal di cuore sia stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso... Lo seguo spesso il tuo blog, ho visto che hai avuto a che fare più volte con musulmani italiani tornati all' Islam, evidentemente parecchi di loro non ti hanno fatto una bella impressione, il che immagino abbia contribuito a formare la tua opinione. Ci sta, ripeto, però non è giusto che a causa di alcuni ci vadano a finire di mezzo tutti, scusami. Qui sta la generalizzazione. E' verissimo quello che dice il fratello Mamdouh, soprattutto all' inizio del cammino nell' Islam si tende a strafare, si è spesso anche un po' duri, è vero, ma maturando nella fede, crescendo anche, si cerca l' equilibrio, quello che ci ha insegnato a perseguire il Profeta ss, ovvero la via del giusto mezzo.

Poi permettimi, gli esempi che hai dato tu sono estremi, non mi risulta facciano parte della quotidianità islamica, fatta di normalità, con un velo, il digiuno e qualche preghiera in più rispetto ai cristiani. C' è anche la superstizione in alcuni gruppi, mica è falso, ma permettimi, nel 2008 c' è ancora gente che crede al miracolo di S. Gennaro, perciò... Una quota di pazzia credo appartenga a qualsiasi comunità. O no? Però appunto, parlandone in questo modo ne usciamo tutti, e proprio tutti malconci. Io sono un po' di settimane, forse mesi, che cerco tramite il mio blog di postare articoli che possano aiutare il nostro cammino verso l' equilibrio, anche a me non piace sentire certe notizie, o vedere con che durezza si approcciano certi musulmani verso gli altri, sai? La religione non è così, e siamo i primi a soffrire quando alcuni fra noi si comportano in modo da allontanare le persone.

Poi vedi, anche nel caso dello smalto generalizzi. Chi ti ha detto che consideriamo una donna che mette lo smalto miscredente? Io la considero non praticante, e, sarò sincera fino in fondo, quando conosco una sorella che lo indossa non mi esalta. Magari col tempo, conoscendola, vado oltre lo smalto, ma da credente, se permetti, preferirei che lei lo smalto non lo indossasse. E mica per altro, perchè mi dispiace abbia un atteggiamento di ribellione verso Dio. Tutto qui. Poi non la giudico, perchè non si sa mai. Dopo qualche tempo potrebbe essere la credente migliore di tutta la ummah. Però sì, lo smalto lo noto. Direi una bugia se lo negassi. Ma da qui a dare della miscredente ce ne corre.

Sì, si sentirà sicuramente una musulmana, ma non potrà mai sentirsi praticante, e la pratica nell' Islam è richiesta, checchè se ne dica. Poi per carità, ognuno ha i suoi tempi, anch' io non ho fatto tutto subito. C' è gente che ha iniziato a pregare a 40 anni. Ed è sempre una gioia per noi quando veniamo a sapere di persone così.

Permettimi, Lia, io ho conosciuto arabe che sinceramentee erano loro ad aver maggiormente a che fare con le superstizioni e con idee strampalate. Un giorno un bimbo marocchino viene fuori dicendo che sua madre gli ha detto che è vietato per lei tagliarglii capelli perchè è maschio. E siamo state noi, italiane musulmane, a digli che stà roba non aveva nè capo nè coda. Quindi vedi, non c' entra nulla lo spaghetti Islam. E' questione di ignoranza, nel senso non offensivo del termine.

Dove stiamo andando? Personalmente me lo chiedo spessissimo, te l' ho detto, anche in questo blog cerco pian pianino di fare qualcosa per me e per gli altri in proposito. Non credere che pensiamo di essere arrivati, anzi. Non siamo nemmeno all' 1 per cento del nostro cammino.

L' Islam? Sì, è di tutti, ovvio, però noi abbiamo più responsabilità, e di questo dobbiamo renderci conto sempre, anche quando scriviamo sui nostri blog. E credimi, non mi offendo quando dici che si deve riflettere, semplicemente perchè anch' io è da mò che mi sforzo di farlo, però essere incastrata in una categoria no, non mi fa piacere. A nessuno di noi lo fa. A te, credo, dispiacerebbe ugualmente.

Ciao.
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