lunedì, 11 agosto 2008
Dove la tieni, la taqwa?
Islam "moderno", "semplice", "naturale" e "smaltato". Islam che non segue necessariamente direttive, Islam "nel cuore", che ti permette perfino di non pregare se non te la senti. Islam di trucco e di hijab con il ciuffo esposto, o di non hijab "mia madre non lo ha mai messo e non lo metto nemmeno io, in famiglia non si usa", di vestiti aderenti e profumati, di Ramadan con sigaretta "mica è cibo, il fumo". Islam di mare in costume "ma metto il pareo eh!". Islam di relazioni prematrimoniali "siamo nel 2008, ci si adegua ai tempi", di discoteca e alcool "rimango sempre musulmano, comunque".
Islam "oppressivo", "soffocante", "restrittivo". Islam di preghiere continue e digiuni, di Corano ascoltato 24 ore su 24, Islam senza foto e tv, Islam con il burka nero, di infibulazione e reclusione. Islam di jinn nei tubi della cucina, Islam di figli che non guardano cartoni animati, di madri che non escono mai nemmeno per andare a fare la spesa.
E Islam di amore per Dio, di voglia di migliorarsi, che vuol fare quello che può per renderLo felice, Islam che non si vuole corrompere ma nemmeno chiudere a chiave in casa, Islam che ha voglia di imparare, di conoscere il Profeta ss, di imitarlo, perchè sa che è bello e giusto. Islam, di pace, di apertura verso gli altri, di dialogo e lavoro assieme a chi non è musulmano e che è altrettanto disposto a comunicare. Islam di spiritualità e di pratica conseguente ad essa, di sbagli e pentimento, di spaghetti e cous cous e di bambini e bambine gioiosi, scalmanati e ridaroli che sgridano le mamme se capita che parlino durante l' adhan o l' ascolto del Corano, e che ogni tanto vanno in moschea con il papà o mettono l' hijab e poi giocano con la play station. Islam di ricerca dell' equilibrio, che vuole sforzarsi per riuscire a pregare sempre in orario e poi portare al parco i bambini, che piange quando guarda le preghiere in tv trasmesse dalla Mecca e che sogna di andarci il più presto possibile. Islam di sorrisi e pudore, di ricerca per i mercati di vestiti lunghi, decenti, non aderenti ma graziosi, di pace e di replica per le rime se lo si infastidisce con attacchi gratuiti e senza senso. Islam di comunicazione tecnologica, di da'wa fatta via web con l' intento di farsi capire.
Non appartengo alla prima categoria, non ci tengo affatto, non faccio parte nemmeno della seconda. Della terza, sì, così come tutti quelli che frequento più o meno quotidianamente. Appartengo a quella parte di ummah che talvolta si sente pure in colpa verso Allah, gloria a Lui, e che non ci trova nulla di male in questo. Perchè semplicemente il senso di colpa aiuta, guida e protegge da atteggiamenti che col tempo potrebbero condurci a soffrire. Ascolto la coscienza, insomma, come mi sembra di aver sempre fatto. Tempo fa, ho sentito in un talk show uno psichiatra o psicoterapeuta, non ricordo, che diceva che bisogna mettere da parte il proprio senso di colpa, che bisogna accettare tutti i propri errori senza poi soffrire a causa di essi. Mai ho ascoltato un consiglio più errato. Senza senso di colpa, senza coscienza, dove vai a finire? Si sa, dove si va a finire, ne sentiamo di storie allucinanti, tutti i giorni. Si resta senza freni, senza inibizioni di sorta, e si finisce col fare di tutto e di più. E' questo che vogliamo anche per l' Islam? E' questo che si cerca di mettere in pratica? Fare tutto ciò che passa per la mente senza preoccuparsene più di tanto? Oppure vogliamo l' Islam della donna reclusa? A me non piacciono, nessuno dei due, io ho scelto un' altra strada. Che mi fa stare assai meglio del perdonarmi ad oltranza, che mi fa pentire se sbaglio cercando di non ricadere nell' errore e che non mi impedisce di far nulla di lecito, cioè quel che è indicato nel Corano e nella sunna. Non tutti sono così, lo so, ognuno sceglie ciò che trova più consono alla sua persona, però personalmente amo essere semplice ma non irrispettosa della Legge, nemmeno bigotta o ossessiva. Sono una religiosa normale, e come me ce ne sono tanti altri, che vivono tranquillamente la propria vita seguendo una Legge che a loro risulta essere giusta, sensata, benefica. C' è chi lo trova strano? Ovvio, ma sapeste quante cose troviamo strane noi, eppure lasciamo vivere gli altri comunque... La libertà individuale finisce quando si tocca quella di un altro. Anche Ayah ce lo ha ricordato, se non erro. Quindi vivete, viviamo e lasciamoci vivere a vicenda. Personalmente senza trucco, senza profumo e senza smalto tranne che in casa, perchè a me mi quaglia così. C'è qualcuno a cui non sta bene? Faccia diversamente, che problema c' è? Io la taqwa amo tenerla nel cuore, non sotto i piedi e nemmeno dentro ad un ripostiglio in attesa di essere rispolverata e, finalmente, riusata. Nemmeno portata come bandiera per trarne vantaggi mondani o mettersi in mostra, però. Che, non ce la si fa a trovare una giusta via di mezzo? Eppure è questo che ci ha insegnato Allah, gloria a Lui, tramite il Profeta Muhammed, pace e benedizioni su lui. A me non sembra affatto qualcosa di irraggiungibile. Difficile a volte, forse sì, ma ce la si può fare con un minimo di sforzo, solo un minimo.
Islam "oppressivo", "soffocante", "restrittivo". Islam di preghiere continue e digiuni, di Corano ascoltato 24 ore su 24, Islam senza foto e tv, Islam con il burka nero, di infibulazione e reclusione. Islam di jinn nei tubi della cucina, Islam di figli che non guardano cartoni animati, di madri che non escono mai nemmeno per andare a fare la spesa.
E Islam di amore per Dio, di voglia di migliorarsi, che vuol fare quello che può per renderLo felice, Islam che non si vuole corrompere ma nemmeno chiudere a chiave in casa, Islam che ha voglia di imparare, di conoscere il Profeta ss, di imitarlo, perchè sa che è bello e giusto. Islam, di pace, di apertura verso gli altri, di dialogo e lavoro assieme a chi non è musulmano e che è altrettanto disposto a comunicare. Islam di spiritualità e di pratica conseguente ad essa, di sbagli e pentimento, di spaghetti e cous cous e di bambini e bambine gioiosi, scalmanati e ridaroli che sgridano le mamme se capita che parlino durante l' adhan o l' ascolto del Corano, e che ogni tanto vanno in moschea con il papà o mettono l' hijab e poi giocano con la play station. Islam di ricerca dell' equilibrio, che vuole sforzarsi per riuscire a pregare sempre in orario e poi portare al parco i bambini, che piange quando guarda le preghiere in tv trasmesse dalla Mecca e che sogna di andarci il più presto possibile. Islam di sorrisi e pudore, di ricerca per i mercati di vestiti lunghi, decenti, non aderenti ma graziosi, di pace e di replica per le rime se lo si infastidisce con attacchi gratuiti e senza senso. Islam di comunicazione tecnologica, di da'wa fatta via web con l' intento di farsi capire.
Non appartengo alla prima categoria, non ci tengo affatto, non faccio parte nemmeno della seconda. Della terza, sì, così come tutti quelli che frequento più o meno quotidianamente. Appartengo a quella parte di ummah che talvolta si sente pure in colpa verso Allah, gloria a Lui, e che non ci trova nulla di male in questo. Perchè semplicemente il senso di colpa aiuta, guida e protegge da atteggiamenti che col tempo potrebbero condurci a soffrire. Ascolto la coscienza, insomma, come mi sembra di aver sempre fatto. Tempo fa, ho sentito in un talk show uno psichiatra o psicoterapeuta, non ricordo, che diceva che bisogna mettere da parte il proprio senso di colpa, che bisogna accettare tutti i propri errori senza poi soffrire a causa di essi. Mai ho ascoltato un consiglio più errato. Senza senso di colpa, senza coscienza, dove vai a finire? Si sa, dove si va a finire, ne sentiamo di storie allucinanti, tutti i giorni. Si resta senza freni, senza inibizioni di sorta, e si finisce col fare di tutto e di più. E' questo che vogliamo anche per l' Islam? E' questo che si cerca di mettere in pratica? Fare tutto ciò che passa per la mente senza preoccuparsene più di tanto? Oppure vogliamo l' Islam della donna reclusa? A me non piacciono, nessuno dei due, io ho scelto un' altra strada. Che mi fa stare assai meglio del perdonarmi ad oltranza, che mi fa pentire se sbaglio cercando di non ricadere nell' errore e che non mi impedisce di far nulla di lecito, cioè quel che è indicato nel Corano e nella sunna. Non tutti sono così, lo so, ognuno sceglie ciò che trova più consono alla sua persona, però personalmente amo essere semplice ma non irrispettosa della Legge, nemmeno bigotta o ossessiva. Sono una religiosa normale, e come me ce ne sono tanti altri, che vivono tranquillamente la propria vita seguendo una Legge che a loro risulta essere giusta, sensata, benefica. C' è chi lo trova strano? Ovvio, ma sapeste quante cose troviamo strane noi, eppure lasciamo vivere gli altri comunque... La libertà individuale finisce quando si tocca quella di un altro. Anche Ayah ce lo ha ricordato, se non erro. Quindi vivete, viviamo e lasciamoci vivere a vicenda. Personalmente senza trucco, senza profumo e senza smalto tranne che in casa, perchè a me mi quaglia così. C'è qualcuno a cui non sta bene? Faccia diversamente, che problema c' è? Io la taqwa amo tenerla nel cuore, non sotto i piedi e nemmeno dentro ad un ripostiglio in attesa di essere rispolverata e, finalmente, riusata. Nemmeno portata come bandiera per trarne vantaggi mondani o mettersi in mostra, però. Che, non ce la si fa a trovare una giusta via di mezzo? Eppure è questo che ci ha insegnato Allah, gloria a Lui, tramite il Profeta Muhammed, pace e benedizioni su lui. A me non sembra affatto qualcosa di irraggiungibile. Difficile a volte, forse sì, ma ce la si può fare con un minimo di sforzo, solo un minimo.
muslima alle 13:38 in: riflessioni, islam, islam e vita, repliche & affini, ummah
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