lunedì, 10 luglio 2006

Bilal, il primo muezzin

Bilal

 

Prière sur Bilal (ar)

Que la paix soit sur toi O Noble Muezzin du Saint-Prophète Mohammad. Que la paix soit sur toi O Ame libre. Que la paix soit sur toi O l’opprimé. Que la paix soit sur toi O le patient. Que la paix soit sur toi O toi le fidèle d’Allah. Que la paix soit sur toi O toi qui as triomphé du mensonge. Que la paix soit sur toi O prince et Aimé d’Allah. Que la paix soit sur toi O toi l’habitant du Paradis éternel d’Allah. Que la paix soit sur toi O Bilal al-Habachi. Que la Malédicion d’Allah s’abbatte sur tous ceux ou celles qui t’ont opprimé et combattu. Et que la Toute Miséricorde d’Allah et son bienfait aillent sur toi, le Bien-Aimé du Prophète d’Allah (saww).

 

Preghiera su Bilal (ar)

Che la pace sua su di te o nobile Muezzin del Santo Profeta Mohammad. Che la pace sia su di te o anima libera. Che la pace sia su di te o oppresso. Che la pace sia su di te o paziente. Che la pace sia su di te o fedele di Allah. Che la pace sia su di te o tu che hai trionfato sulla menzogna.che la pace sia su di te o benvoluto di Allah.che la pace sia su di te o abitante del Paradiso eterno di Allah. Che la pace sia su di te o Bilal al-Habachi. Che la maledizione di Allah si abbatte su tutti quelli che ti hanno oppresso e combattuto. E che tutta la Misericordia di Allah e i suoi favori vengano su di te, Amato dal Profeta di Allah (saww).

 

 

Molte persone hanno accompagnato il Profeta (saas) nel cammino della Sua vita: i Compagni, i famigliari, gli abitanti di Mecca e di Medina, i Suoi compagni durante le battaglie.

A tutte queste persone dobbiamo molto, l’Islam è cresciuto ed è arrivato fino a noi anche grazie a loro. Una figura che mi ha sempre colpito ed emozionato molto è quella di BILAL, il primo Muezzin (uomo incaricato di recitare il richiamo alla preghiera) dell’Islam.

 

Bilal era uno schiavo, un “oggetto” che apparteneva ad un uomo. Quest’uomo poteva fare di lui tutto ciò che desiderava. L’Islam ha annullato questo ordine di cose, ha portato la speranza per tutti gli uomini, una nuova giustizia: “La Giustizia”.

Oummaya acquistò Bilal quindi poteva disporre di lui come meglio credeva. Quando si accorse che il suo schiavo non adorava più gli idoli ma pregava un Dio Unico, andò in collera. Rinchiuse Bilal per farlo riflettere, ma ciò non servì a fargli cambiare idea, Bilal era consapevole del fatto che Oummaya aveva il potere assoluto sul suo corpo ma non avrebbe mai potuto avere il potere sui suoi sentimenti. Oummaya infuriato decide di provare ogni sorta di violenza prima psicologica e poi fisica per costringere Bilal ad adorare gli idoli. Egli, forte dei suoi sentimenti verso Dio, ripete in continuazione che Allah è l’Unico e Dio è uno solo. Oummaya esasperato decide di legare a terra Bilal e di schiacciarlo con un grande masso, fino ad ucciderlo. Ma Bilal sottoposto a questa tortura disumana continua a dichiarare l’unicità di Dio. Il sole cocente picchiava sulla sua pelle, il masso schiacciava il suo corpo fino a lacerare i suoi organi vitali, ma Bilal ripeteva incessantemente “wahid…wahid… wahid… uno…uno…uno”.

Abou Bakr passò di lì e vedendo ciò che stava capitando a Bilal chiese ad Oummaya il prezzo dell’uomo per poterlo affrancare. Venne proposto un prezzo molto alto ma Abou Bakr pagò e liberò Bilal.

Da quel momento Bilal visse camminando con orgoglio sulla strada verso Allah (swt).

Con gli altri compagni emigrò a Medina. Appena terminata la costruzione della Moschea, tutti i musulmani si ritrovano per la preghiera del Fajir (preghiera dell’alba), terminata la quale iniziano a domandarsi come avrebbero capito il momento giusto per poter adempiere alle altre preghiere. Ogni persona fece una proposta differente (campane, bandiere, corni) e tutti insieme optarono per una modalità che li avrebbe distinti da Cristiani ed Ebrei: un richiamo con la voce umana. Il Profeta (saas), con grande gioia, decise che Bilal avrebbe annunciato a tutti il momento della preghiera recitando l’Adhan (richiamo alla preghiera).

Nessuno aveva mai udito una voce così incantevole.

Mohammed (saas) tornò alla Mecca con Bilal e altri fedeli per compiere la Oumra (piccolo pellegrinaggio). Il secondo giorno, al momento della preghiera del Dohor (preghiera del mezzogiorno), il Profeta (saas) chiede a Bilal di fare l’Adhan salendo sopra la Ka’aba. Quel giorno erano in duemila a compiere la preghiera. Bilal fece sempre parte integrante della comunità musulmana. Il Profeta (saas) dichiarò il suo infinito affetto per Lui e disse che Bilal sarebbe stato tra gli “abitanti del Paradiso”.

Bilal si distinse per la sua riservatezza, per la sua umiltà e per il suo attaccamento profondo al Profeta (saas)

Ogni volta che veniva l’ora della preghiera, il Profeta (saas) diceva a Bilal “Facci riposare con la preghiera, o Bilal!”.

Dopo la morte del Profeta (saas) Bilal non se la sentì più di recitare l’Ahdan e domandò ad Abou Bakr l’autorizzazione per partire, egli gli chiese di restare e di recitare ancora l’Ahdan per loro, ma Bilal disse: “O Abu Bakr, se tu mi hai affrancato perché io fossi al tuo servizio, fai di me ciò che vuoi, ma se l’hai fatto per amore di Allah, allora lasciami al servizio di Colui per il Quale mi hai liberato”. Abou Bakr gli permise di partire e Bilal si ritirò a Damasco dove si stabilì dedicandosi all’adorazione di Allah (swt) e al Jihad (sforzo) per Allah (swt). Bilal visse i suoi ultimi anni a Damasco, dove fu sepolto.

 

La sua vita è una testimonianza continua di quanto chiunque abbia un cuore puro, possa essere un buon musulmano.

Il colore della sua pelle, il suo stato di schiavo, non hanno impedito a quest’uomo di lottare per la sua religione, divenendo un grande musulmano e un amico intimo del Profeta (saas).

 

Il Profeta Mohammad (saas) ha detto: “tutti gli uomini sono discendenti di Adamo, sono tutti uguali come i denti di un pettine; non c’è superiorità degli Arabi sui non Arabi, o dei Bianchi sui Neri se non per la pietà”.

L’Islam ci insegna quanto le persone siano speciali, tutte, indistintamente dal colore della pelle, dalla nazionalità… ognuno di noi ha un dono speciale… che può mettere al servizio della comunità arricchendola e fortificandola.

La fratellanza (al-ukhuwah) che unisce la Umma (comunità), è un legame forte e unico che unisce musulmani di ogni nazionalità e cultura. Dobbiamo coltivare e curare ogni giorno questo dono di Allah (swt).

Pensiamo a quanta forza potrebbe avere la nostra Umma se tutti gli uomini seguissero ciò che Allah (swt) ci ha chiesto nel Corano. Nascerebbe un legame di amore reciproco, di cooperazione, di comprensione, di tolleranza e di condivisione dei beni materiali. Anche attraverso la Zakat (elemosina rituale) Dio ci ha insegnato a condividere con gli altri ciò che abbiamo, distaccandoci dai nostri beni materiali per metterli al servizio degli altri. Con il digiuno di Ramandan (nono mese del calendario islamico) ci chiede di comprendere fino in fondo la sofferenza di chi non può nutrirsi regolarmente. Allah (swt) nella sua immensa saggezza ci ha trasmesso moltissimi messaggi rivolti alla fratellanza e all’unione, Lui sa bene ciò che è meglio per noi.

Sara

muslima alle 23:24 in: storie dall islam
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Commenti
#1   12 Luglio 2006 - 13:52
 
Nel Nome di Allah il Benevolo il Clemente

La tradizione narra che una notte un compagno del Profeta (S) fu visitato in sogno da due personaggi vestiti di verde (colore simbolo dell'Islam e del Sufismo), che gli insegnarono cosa recitare per la chiamata alla preghiera (adhan).
Il giorno seguente andò dal Profeta(S) e gli riferì del sogno che aveva avuto, il quale gli disse che era stato un sogno veritiero e di andare da Bilal Habashi, che aveva una voce bella e melodiosa, e insegnargli a ripetere quelle frasi sentite in sogno.
Bilal salì in cima alla Ka'ba e iniziò a salmodiare quello che tutti oggi conosciamo come il canto del muezzin.
Bilal ( pace su di lui)fa il primo adhan della storia
Possa Iddio Misericordioso essere compiaciuto del Suo servo.

Rumi

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#2   12 Luglio 2006 - 15:26
 
Grazie per avermi dato un po' di conoscenza in +...
Mi sembra che in uno degli Hadith ci sia proprio riferimento alla conoscenza ed al fatto di cercare sempre di acquisirla, anche se per farlo occorre andare fino in Cina...
;-)

monique
utente anonimo

#3   13 Luglio 2006 - 21:19
 
Brava Monique, hai detto proprio bene! Uno degli hadit del Profeta (pace su di lui) infatti dice :"Cercate la scienza, fosse anche in Cina!". Speriamo di poter in qualche modo arricchire un pò le tue conoscenze anche in futuro!
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